Come Preparare Filetto di Manzo con Verdure Miste

Vediamo come preparare il filetto di manzo con verdure miste.

Ingredienti
Per 4 persone

800 g di filetto di manzo
80 g pancetta affumicata tagliata a fettine
100 g di burro
300 g di fagiolini
250 g di piselli
un piccolo cavolfiore
2 patate
2 carote
sale e pepe
Mezzo bicchiere di porto
Mezzo bicchiere di brodo di dadi

Preparazione
Spolverizzate il filetto con una buona presa di sale e un pizzico di pepe, poi avvolgetelo con le fette di pancetta affumicata e legatelo strettamente.
Adagiatelo in una pirofila unta di burro e distribuitevi sopra altri cinquanta grammi di burro a fiocchetti, infornatelo per circa un’ora, girandolo spesso e irrorandolo con il suo fondo di cottura.
Frattanto preparatele verdure: sbucciate le patate, lavatele e dividetele in tocchetti raschiate le carote e tagliatele a rondelle; staccate le cime del cavolfiore, scartandole foglie verdi e il torso, e lavatele.
Mettete ora ciascuna verdura su un foglio d’alluminio, insaporitela con una presa di sale e un pizzico di pepe, e avvolgetela strettamente.
Sistemate i tre cartocci in un capace tegame che li contenga tutti: bagnate con mezzo litro di acqua e fate cuocere per circa quaranta minuti, a recipiente coperto.
A parte, lessate i fagiolini e i piselli in acqua salata (calcolate otto/dieci minuti dal momento del bollore pieno); quindi scolateli e fateli saltare, separatamente, in un tegamino con il restante burro.
Quando l’arrosto sarà cotto, toglietelo dal suo fondo di cottura, slegatelo, liberatelo dalla pancetta e tagliatelo a fette piuttosto spesse, che adagerete sul piatto da portata.
Sistemate tutte le verdure intorno alla carne e mettete il piatto in caldo.
Diluite il fondo di cottura dell’arrosto con il porto e il brodo e fatelo poi rapprendere a fiamma molto vivace.
Quando si sarà formata una salsina consistente, versatela sul filetto e sulle verdure, quindi servite.

Come Modificare Cucina da Gas Propano a Metano

Hai stipulato un contratto per la fornitura di gas metano ma hai ancora la macchina o il piano cottura della tua cucina funzionante a gas propano. La macchina a gas funzionante con la bombola non può funzionare col metano, il metano ha una pressione diversa del gas in bombola. Se la tua macchina è ancora nuova, anzichè sostituirla puoi modificarla con un importo irrisorio. Ti spiego nella mia guida cosa devi fare.

Occorrente
Set di ugelli per metano, per la marca di cucina che hai
Un attacco per tubo metano per la tua cucina
Tubo per metano della lunghezza utile
Una chive inglese da 11
Un giravite

Acquista presso un rivenditore di ricambi per cucine a gas un set di uggelli per il metano, un attacco per il tubo e il tubo della lunghezza che ti serve. Devi specificare la marca della tua macchina da cucina o del piano cottura, in quanto non essendo universali, alcuni modelli hanno gli uggelli con filettatura diversa e non potresti montarli, la spesa non dovrebbe superare i 5 euro.

Chiudi la manopola della bombola del gas, togli la bombola e il suo tubo. Sostituisci l’attacco del tubo con quello che hai comprato e inserisci il tubo del metano che è più grosso rispetto a quello del gas di bombola. Prosegui il lavoro togliendo tutti gli spartifiamma dei fornelli, svita le viti della base e toglila per accedere alla tubatura interna dove sono montati gli ugelli.

Svita gli uggelli con la chiave e sostituiscili con quelli per il metano, hanno dimensioni diverse a seconda della grandezza del fornello, comunque nel set trovi anche la sequenza di montaggio. Se c’è anche il forno, aprilo togli la base, e sostituisci anche l’uggello del forno. Ora puoi richiudere tutto e allacciare il tubo alla presa del metano. Metti per sicurezza le fascette stringitubo.

Come Fare i Succhi di Frutta in Casa

Ed eccoci qui, di nuovo a Milano, tra i palazzi ardenti e i marciapiedi afosi.
Non vi nego che passare dal mare meraviglioso in cui mi trovavo a questa desolata pianura mi rattrista un pochino. Ma non mi lamento! Anzi, questa mattina, per ritrovare grinta ed entusiasmo, mi sono messa a preparare per colazione dei semplici ma gustosi succhi di frutta.

Ho riciclato delle vecchie bottigliette di vetro e le ho utilizzate per i succhi ottenuti inserendo nella centrifuga i seguenti frutti.

Succo n° 1:
2 pesche saturnine
1 lime
1 cucchiaino di zucchero

Succo n° 2:
1 pesca gialla
2 albicocche mature

Succo n° 3:
3-4 albicocche mature
1 lime
1 cucchiaino di zucchero
un pizzico di vaniglia in polvere

Cheesecake di Frutta e Cereali

Eccoci qua, la città si ripopola, il telefono torna a squillare, il lavoro aumenta gradualmente… insomma, l’estate prosegue ma le vacanze iniziano ad essere un ricordo (almeno per molti di noi). E allora cosa c’è di meglio di una colazione fresca, con i frutti profumati di questa splendida stagione e magari un ricordo piacevole (come dimenticare il cheesecake di Betta ai Bagni Vittoria?!).

Per questo, ieri sera ho creato un dolce energizzante (d’altronde è lunedì, bisogna pur farsi coraggio, no?!)… Se vi piace, vi svelo la mia versione rapida del tradizionale cheesecake.

Ingredienti per una teglia 18×18 cm.
Per la base:
80 g di burro
100 g di biscotti secchi
50 g di cereali (io ho usato i muesli)
Per la crema:
300 g di ricotta
2 uova
120 g di zucchero
5 albicocche oppure un paio di pesche se vi piacciono i sapori più dolci (le albicocche restano un po’ acidule)
Per la copertura:
confettura di pesche (io ho usato un po’ di quella “fresca” fatta qualche giorno fa)

Primo step: sbriciolate i biscotti, mescolateli con i cereali e il burro fuso e, infine, stendeteli sul fondo della teglia (che vi consiglio di ricoprire con carta da forno per poter poi togliere più facilmente il dolce una volta pronto). Mettete in frigorifero mentre passate al secondo step, ovvero la crema. Con una frusta elettrica montate le uova con lo zucchero e la ricotta. Pulite le albicocche (meglio se belle mature) o le pesche, tagliatele a pezzettini (oppure frullatele, così fate prima) e unitele al composto formaggioso. A questo punto, riprendete la teglia dal frigorifero e versate la crema sulla base di biscotti, infornate a 180° e aspettate una mezzoretta/quaranta minuti.

Terzo ed ultimo step: quando il cheesecake si sarà raffreddato, spalmatevi sopra la confettura e lasciate riposare in frigorifero tutta la notte.

Cani e Razze Pericolose – Cosa Bisogna Fare

Nel corso degli ultimi anni, complici alcuni terribili fatti di cronaca, si è molto discusso del tema delle razze canine pericolose. Un tentativo (in parte, purtroppo fallimentare) di limitare le aggressioni agli umani da parte di cani è stato fatto dal Ministro Livia Turco che nel 2007 ha introdotto una lista di 18 razze di cani ritenute pericolose ( tra i cani più diffusi presenti nell’elenco anche Rottweiler, Mastino napoletano, Pit bull mastiff, Pit bull terrier, Bulldog americano e Bull Terrier). Fin dalla sua introduzione la lista suscitò numerose polemiche, dal momento che in molti, tra esperti e animalisti, considerarono fallace l’idea di base che ci siano razze più predisposte di altre alla violenza e alla ferocia o che addirittura ci fossero tipi di cani nei quali la cattiveria possa essere considerata innata. Una serie di polemiche hanno quindi portato al superamento della lista e all’introduzione di una serie di norme e regole da osservare. Tra queste: nessun guinzaglio può essere più lungo di 1,5 metri e i padroni di cane devono sempre avere con sé una museruola, da usare nel caso in cui il cane sia irascibile o se le autorità lo richiedono o se si devono prendere i mezzi pubblici. Con il superamento della “Lista Turco” l’assicurazione non è più obbligatoria solo per i cani dell’elenco, ma anche per tutti quelli che, indipendentemente da razza o dimensione, sono stati dichiarati a rischio elevato di aggressività da un veterinario e inseriti nell’apposito registro tenuto regolarmente aggiornato.

Tra i ‘documenti’ più importanti c’è il microchip: obbligatorio per i cani, facoltativo ma molto consigliato, per tutti gli altri animali. Si tratta di un dispositivo sottopelle che viene inserito nel lato sinistro del collo dal veterinario. Il microchip è leggibile con un dispositivo da veterinari, canili e Asl e consente di risalire al proprietario in caso di smarrimento o abbandono dell’animale.
Un altro documento importante è il certificato di iscrizione all’anagrafe: si tratta di un documento di identificazione e registrazione rilasciato dal veterinario su cui sono indicate le caratteristiche del cane (specie, razza, data di nascita, taglia, sesso, mantello e anche se è un cane ‘morsicatore’ cioè se in passato è stato segnalato per aver morso una persona o un altro animale) e i dati del proprietario (nome e cognome, codice fiscale, indirizzo). L’anagrafe è regionale e, se si cambia regione di residenza o se il cane cambia di proprietario, è importante comunicare tempestivamente ogni variazione all’anagrafe canina della nuova regione.

E se dobbiamo andare all’estero?
Per l’espatrio degli animali servono due documenti: il primo è il passaporto, il secondo è il certificato sanitario. Il passaporto contiene i dati dell’animale e del proprietario (o di chi ne è responsabile); per ottenerlo, occorre che l’animale abbia il tatuaggio perfettamente leggibile o il microchip e sia registrato all’anagrafe degli animali d’affezione; inoltre sul libretto sanitario devono essere riportate tutte le vaccinazioni fatte, in particolare quella antirabbica che deve essere in corso di validità. Per il rientro in Italia o in altri paesi dell’Unione Europea da paesi terzi bisogna essere in possesso di certificato sanitario, redatto da medici veterinari e valido dieci giorni (prorogabili fino a 4 mesi).

Quali sono i documenti sanitari?
Il libretto sanitario non è obbligatorio, ma è molto consigliato: viene rilasciato dal veterinario alla prima visita del cucciolo. Al suo interno si trovano informazioni chiave, come quelle sulle sverminazioni, sulle vaccinazioni e sui richiami da fare e sulle eventuali allergie dell’animale. È buona norma portarlo sempre con sé, specie durante i viaggi.

E se combina qualche guaio?
Se il nostro animale domestico provoca un danno a cose o persone è bene ricordare che sono i proprietari a risponderne, anche se l’animale ci è sfuggito o se, in quel momento, non è sotto la nostra diretta custodia. Per questo, per ogni evenienza, è buona norma stipulare un’assicurazione. Basta una generica Polizza di responsabilità civile (la cosiddetta Rc capofamiglia) che copre gli eventuali danni causati dagli altri componenti della famiglia (come coniuge, figli, collaboratori domestici eccetera) facendo attenzione che siano citati esplicitamente anche i danni provocati dagli animali domestici. Altrimenti si possono stipulare polizze ad hoc per animali domestici, la cui caratteristica principale è quella di offrire una copertura più ampia rispetto alle Rc capofamiglia: oltre alla tutela in caso di danni provocati a terzi, infatti, in questi contratti rientrano anche le cure mediche e l’assistenza.